CANDIDATI AL NEON
NELLE NOTTI INDIANE

Foto di Karthik Subramanian

Dal 7 aprile in India 814 milioni di elettori sono chiamati a scegliere, in nove fasi nel corso di 5 settimane, i loro rappresentanti al Lok Sabha, la Camera bassa del parlamento. Saranno settimane di interminabili code ai seggi e per la prima volta la partita si giocherà non solo nelle piazze ma anche in televisione. Secondo tutti gli osservatori, il Paese è a un momento di svolta: con un’economia che ha rallentato la crescita, un’inflazione molto alta e una sfiducia dilagante nella classe politica, i risultati di questa tornata elettorale potrebbero segnare uno forte cambiamento in una nazione che ha fatto della tolleranza la propria identità. Fabrica racconterà queste 5 settimane con uno sguardo inedito: 10 giovani fotografi che osservano il Paese in cui sono cresciuti, un Paese dove i ragazzi tra i 18 e i 19 anni sono 23 milioni di votanti, il 3 per cento del corpo elettorale. Kartik Subramanian ha 28 anni, vive a Tamilnadu, nel Sud Est dell’India, e come molti giovani adulti si sente ben poco coinvolto dalla competizione elettorale. “Le elezioni – racconta – per me sono soprattutto rumore. Annunci che escono frettolosamente da altoparlanti nelle strade, interrompono la tua vita e i tuoi pensieri, e poi altrettanto repentinamente scompaiono mentre la quotidianità riprende”. Ha fotografato la vigilia delle elezioni come se fosse un festival: “Le strade prima del voto diventano uno spazio di festa dove i politici si esibiscono. Ne esce uno, ne arriva un altro. Le persone per le strade sono il pubblico che acclama ora questo, ora quello. Lungo le strade, nei terreni pubblici in campagna sorgono teatri improvvisati per misurare le capacità oratorie, vedere da vicino la fisicità dei leader”. Sono eventi che durano ore. La gente, che arriva dopo il lavoro anche da città e villaggi vicini, aspetta paziente un’apparizione, quella del leader, che durerà solo pochi minuti. L ’evento stravolge, trasforma, trasfigura spazi per scopi che forse non erano neppure mai stati immaginati prima. Un quartiere residenziale si anima e diventa un palcoscenico dove le persone, gli elettori, accorrono per rubare anche solo un fugace sguardo al loro leader, quello in cui si riconoscono, quello che vorrebbero governasse. Un tripudio di luci, con gigantografie al neon del politico di turno, che si consuma in pochi minuti. Poi, tutti a casa. Un fiume umano di camicie bianche che lentamente defluisce.

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